giovedì 18 marzo 2010

Luoghi energetici 2 (ricerca)

VALMADRERA (p. san.) È una di quelle pubblicazioni che non passano
inosservate e che non conoscono tempo. Curata nei minimi particolari,
«Misteri di Lombardia: streghe, fantasmi, leggende e credenze
popolari», è stata messa a punto dalla Regione Lombardia. Non una
semplice raccolta di storie, ma tredici itinerari distribuiti sul
territorio lombardo per scoprire quei luoghi di credenza popolare. Il
tratto lecchese è decisamente interessante e tra i luoghi descritti
ampio spazio è dedicato a Valmadrera e alle zone circostanti, come
Colle Brianza, Bulciaghetto e il Monte Barro. Fin dall'inizio la magia
comincia a farsi sentire. Secondo la leggenda, una notte nel XVI
secolo uno strano personaggio bussò alla porta della canonica di Colle
Brianza. Quando il parroco aprì, si trovo davanti uno strano mago
d'oriente che voleva cercare l'immenso tesoro nascosto nella chiesa.
Per trovare la giusta posizione serviva un'ostia consacrata da usare
come filtro magico. Il parroco si arrabbiò e scacciò il mago.
Incuriosito però, cominciò a scavare e trovò uno scrigno con poche
monete di piombo. A Bulciaghetto invece c'è un masso avello dove dopo
il temporale si celebrava uno strano rito: l'acqua raccolta nella
pietra si dice fosse terapeutica. Si dice perchè di provato non c'è
nulla. A Parè di Valmadrera troviamo il sasso Preguda, indicato come
altare dei Celti che dovrebbe favorire la fertilità, qualcuno dice si
tratti di un meteorite. Sul Monte Barro il sasso a coppelle ricorda
altri riti sacri.

Lecco:

Bulciaghetto: l'acqua del masso Avello

I fantasmi avrebbero un loro luogo di ritrovo nei pressi del masso Avello, una sorta di sarcofago dentro il quale potrebbe aver trovato posto un cadavere.
Qui, fino a tempi relativamente recenti, si celebrava uno strano rito immediatamente dopo un temporale:
l’acqua piovana raccolta nella pietra, era bevuta o prelevata perché considerata terapeutica.
Intorno a questa tradizione sono fioriti molti racconti popolari, come il caso della bambina gravemente ammalata e subito guarita dopo aver bevuto l’acqua dell’Avello.


Fonte:http://www.istitutocalvino.it/studenti/ ... /lecco.htm


LA CASA DEL DIAVOLO - BELLANO (LC)

La casa del diavolo si trova all'inizio dell'orrido di Bellano. E' una torretta costruita a ridosso del fiume Pioverna. Non se ne conosce l'origine e la funzione ma da una stampa del 1834 sappiamo che in quell'anno era già esistente. Il suo nome è legato alle figure mitologiche, fra cui un satiro, che decorano la facciata dell'ultimo piano. Si dice che all'interno si svolgessero licenziosi festini con rituali satanici. Il tutto è reso ancora piu' sinistro dalla presenza di manichini che si intravedono all'interno dalle finestre. La torre ad esagono irregolare s'eleva su quattro piani con alcune finestre con ringhiera ed una scaletta a chiocciola interna che collega i piani tra loro.

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fonte:
http://www.luoghimisteriosi.it/lombardi ... rrido.html

PROPRIETA PRIVATA MA LA SI PUO' VISITARE INSIEME ALL'ORRIDO MUNENDOSI DI BIGLIETTO ALL'INGRESSO

BELLANO (LC) - L'ORRIDO DI BELLANO
LA CASA DEL DIAVOLO


La casa del diavolo si trova all'entrata dell'orrido di Bellano. E' una torretta costruita a ridosso del fiume Pioverna. Non se ne conosce l'origine e la funzione, ma da una stampa del 1834 sappiamo che in quell'anno era già presente a Bellano. Il suo nome è legato alle figure mitologiche, fra cui un satiro, che decorano la facciata dell'ultimo piano.

Si dice che all'interno si svolgessero licenziosi festini con rituali satanici. La torre ad esagono irregolare s'eleva su quattro piani con alcune finestre con ringhiera ed una scaletta a chiocciola interna che collega i piani tra loro.

L'orrido è una gola naturale che si è formata 15 milioni di anni fa dalle acque del torrente Pioverna che per erosione ha scavato una profonda gola tra Taceno e Bellano. A Bellano è possibile attraversare una parte dell'orrido percorrendo delle ripide passerelle sullo strapiombo. L'orrido è stato da sempre apprezzato dalle ricche famiglie bellanesi del passato, ad esempio i Denti che nel XV secolo sfruttavano già la forza delle cascate del fiume per la lavorazione del ferro. Nel XVII secolo divenne dimora di Cipriano Denti e poi ispirazione del poeta Boldoni. Ad oggi è ispirazione di una "bella" centrale idroelettrica.


VEZIO (LC) - PERLEDO E IL CASTELLO DI VEZIO
A ruota di Picklenose ecco un altro luogo che sarebbe interessante vedere:

VEZIO (LC) - PERLEDO E IL CASTELLO DI VEZIO
UNA STRADA VERSO L'EDEN

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Nella notte dei tempi, II-IV secolo a.C. questo luogo era un insediamento prima ligure-celtico e poi etrusco. Questo luogo è da considerarsi talmente antico che la parola viene addirittura riportata nello stesso nome, Vezio infatti vuol dire “vecchio”. Lo stesso nome latino “pagus vetus” che significa “vecchio antico, preesistente”.

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Verso il 196 a.C. il luogo era abitazione degli stessi galli, fino a che non furono annessi alla civiltà romana, grazie al commercio (vi era la cosiddetta “via del ferro”) , alle strade che mettevano in comunicazione i vari siti, alla collaborazione “gallo-romana” contro la minaccia dei barbari del nord con le zone assoggettate. Vezio divenne un importantissimo luogo difensivo, sia per il punto strategico, con le cinte murarie che scendevano direttamente sul lago, sia per i prodotti siderurgici provenienti dalle fiorenti miniere di ferro.

Circa nell’anno 600 divenne luogo longobardo e dimora stessa della regina Teodolinda.
Teodolinda fu una regina dei longobardi molto particolare. Era innanzitutto cattolica convinta e proprio per questo sempre sostenuta da Papa Gregorio, oltre che dai papi successivi dai quali ricevette anche molti doni. Ebbene sì, per la Chiesa Teodolinda era un punto focale, perché mirava alla conversione dei longobardi, da sempre ariani e pagani, diciamo che la chiesa, grazie al suo lavoro, ne avrebbe avuto un bel tornaconto. Non solo fece costruire diverse chiese, ma fece battezzare anche suo figlio Adaloaldo.

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La leggenda vuole che questo luogo fu una delle ultime dimore della regina, terreno su cui fece edificare la chiesa di S. Martino con il campanile a forma di torre e l’oratorio di S.Antonio unendolo al castello, come a voler cristianizzare tutto ciò che toccasse. Morì a Monza dove fu seppellita, ma il suo cuore e la sua anima restarono nella cerchia di queste mura. Si dice infatti, che nelle notti prive di luna il suo spirito vaghi per i corridoi del castello. Esistono anche delle autentiche testimonianze come dimostrano i gessi di fantasmi in cartapesta realizzati dai gestori della rocca. Le leggende attirano i turisti, perché dunque non approfittarne?
Il castello si trova a Perledo, una frazione di Varenna e non a caso, la regina Teodolinda scelse come ultima dimora proprio questo paese che letteralmente significa “Per l’Eden” quasi si fosse consciamente rivolta alla preparazione del passaggio verso l’aldilà. E chissà che non stia ancora oggi sottoforma di fantasma camminando proprio attraverso questo “Paradiso”.

Immagine per ma

ggiori info: http://www.castellodivezio.it/index.php

FIUMELATTE (LC)

Fiumelatte (Lecco- Lombardia )


la Storia
Il Paese prende il nome dall'omonimo torrente che scorre da marzo a ottobre lasciando aperto, nel periodo di secca l'accesso al corso sotterraneo delle sorgenti che scorrono nelle viscere della Grigna.
Quando piove molto il torrente, lungo non più di 300 metri ( il più breve di Italia), assume un colore rossastro.
Il corso sotterraneo , esplorato solo per qualche centinaio di metri sino a giungere ad una profonda caverna piena di acqua.
A pochi metri dall'ingresso si diramano strettissimi cunicoli e meandri poco rassicuranti. Fa da contorno un vento gelido che spira costante.
Vi furono vari tentativi di esplorazione prima e dopo Cesare Cantù e fra questi, dopo quello di due frati cappuccini che ne furono ributtati fuori morti, il più celebrato é quello del 1583
La leggenda
Nel 1583 tre giovani chiesero in sposa una bellissima giovane di Varenna la quale non sapendo chi scegliere decise che avrebbe sposato quello che avesse saputo rivelarle le origini del fiume latte.
I tre giovani accettarono la prova, si addentrarono nella grotta da cui fuoriesce il fiume latte e sparirono per settimane e mesi.
Alla fine, quando la fanciulla già si disperava per il rimorso, i tre tornarono, tutti con i capelli bianchi e tanto sconvolti da non riconoscer quasi più nessuno, nemmeno le loro madri.
Pochi giorni dopo morirono tutti.
fontehttp://www.daltramontoallalba.it/public/forum/viewtopic.php?f=44&t=1906



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