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venerdì 1 aprile 2011

Lo yoga tra i banchi di scuola

Finalmente lo Yoga arriva anche nelle scuole italiane,la disciplina che ha circa 4 mila anni viene promossa tra le varie attività ginniche del nostro paese e sembra che funzioni

Alla grande meglio di Basket o ginnastica artistica ,contrariamente a quello che alcuni “vecchi” maestri di educazione fisica pensavano sembra che

I bambini si trovino alla grande con la disciplina orientale e non si annoiano anzi….

Tra i vari pro dello Yoga c’è senz’altro il fattore salute ed i benefici risultati di tale pratica ,aiuta i bambini “difficili” (quelli troppo attivi,ribelli ,aggressivi) la capacità di rilassarsi ,di sciogliere le tensioni

E d’imparare a gestire il controllo delle proprie azioni, e gestire le situazioni,gettando le basi per una società più “meditativa”.

I corsi sono ormai partiti in tutta Italia e nelle scuole più prestigiose di Roma ,Milano ecc il protocollo che permette allo Yoga di essere praticato in classe e stato firmato dal ministero dell’istruzione già cinque anni fa,

ed i primi corsi svolti in Italia partiti da qualche anno sono stati fatti a Barletta in Puglia nel circolo didatico “Savio”e a Reggio Emilia a “Filastri”.

Così aumenta la febbre da Yoga dando possibilità a istruttori ed a associazioni di settore di allargarsi e di studiare nuove strade didattiche nella diffusione della pratica con l’aumento di conferenze e seminari in tutto il paese ,lo Yoga sta vivendo un momento molto felice non solo in Italia ma anche negli States(anche meritatamente e una delle pratiche più antiche al mondo).

mercoledì 1 dicembre 2010

Giu le mani dallo Yoga-Governo e media indiani mettono in guardia contro la privatizzazione dello yoga in America.

E in atto un" furto dello Yoga "intitolano i maggiori giornali indiani,questo è il grido di allarme
che lancia la patria di questa disciplina millenaria ,preoccupati della piega che sta prendendo l'antica disciplina negli Stati Uniti con la moltitudine di varianti di Yoga ,e la relativa conseguenza
nel tentativo di registrane le posizioni agli uffici brevetti .
Negli United States lo Yoga impazza più che mai con i 30 milioni di praticanti e un bussines di 6 miliardi di dollari nelle più incredibili varianti per tutti i gusti, dai corsi di Yogaletes fusione di Yoga e Pilates ad l'acroyoga uno Yoga acrobatico,passando dallo Yoga antigravitazionale ,ad allo Yoga spinning con la bicicletta,o lo yogaerobica,e yogakosher.
Se le varianti dell Yoga vengono comunque sopportate dalla pacifica India nonostante qualche critica dei puristi per il " sacrilego" yoga per nudisti e per qualche altra variante estrema ,quello che non va proprio giù alla comunità indiana e la corsa a brevettare, oltre a linee sportive dedicate allo Yoga ( famosa e celebre in America e la linea Lululemon) a cd,dvd e libri c'è un continuo tentare di "privatizzare" movimenti e asana,infatti negli States sono stati gia fatti passare alla U. S. Patent and Trademark Office (ufficio Brevetti) 131 brevetti e c'e ne in coda altri 3700.






La corsa a far divenire proprie le tecniche Yoga e iniziata nel 2004 proprio da un Indiano l'inventore del
Hot Yoga guru di Calcutta Bikram Choudhury che lancio a Beverly Hills la propria versione di Yoga
,ora diffuso in più di 400 centri nel mondo,vedendo che alcuni iniziavano a copiare il suo stile decise di far registrare una ventina di sue posizioni.
In India lo Yoga è una pratica con più di cinquemila anni e stata spesso insegnata gratis negli Ashram e nei vari parchi , è per questo che il governo a deciso di registrarne tutte le 900 posizioni mettendole in video a disposizione della popolazione,chiamando a raccolta i più autorevoli Yogi delle nove scuole principali,affiancandoli a 200 scienziati che studieranno insieme i testi millenari dedicati alla pratica,"È un patrimonio dell'umanità, a disposizione di tutti, e deve rimanere gratuito" quanto dichiara il direttore dell'operazione V. K. Gupta che aggiunge "Guai se qualcuno volesse impadronirsi di questa sapienza, benefica per l'umanità".

Nimpo

mercoledì 3 novembre 2010

hot yoga

Quando lo yoga è "hot"

">Lo yoga, pratica orientale antica di cinquemila anni, ormai ha conquistato le ultime generazioni urbane. Yoga in sanscrito, la lingua delle sacre scritture indiane, significa "unione tra la coscienza individuale e universale" e in tutte le sue pratiche, sia con quella meditativa (Raja yoga), sia con quelle fisica (Hatha yoga) e operativa (Karma yoga), ci si allontana dall'ego per raggiungere uno stato di armonia emozionale. Numerosi sono i vip che praticandolo con regolarità hanno rimodellato i propri corpi e hanno investito nello yoga come se fosse una sorta di psicoanalisi per allontanare lo stress: Madonna, Sting, Gwyneth Paltrow, Christy Turlington, Sadie Frost e Jude Law non sono che alcuni tra i tantissimi.

Una delle ultime versioni di questa antica disciplina è loBikram Yoga, che si esegue in ambienti molto caldi. E' stato infatti soprannominato "hot yoga" proprio perché viene praticato a più di quaranta gradi di temperatura in stanze appositamente riscaldate. E' un'attività che garantisce il rilassamento muscolare e un benessere generale.

Nel dettaglio
Bikram yoga è un metodo unico, dinamico e divertente, la lezione, costituita da ventisei asana (posizioni), è stata creata per riscaldare ed allungare scientificamente muscoli, legamenti e tendini, nell'ordine in cui essi dovrebbero essere estesi. Non è importante quanto perfettamente si possono eseguire le posizioni, è invece basilare comprendere quello che si sta tentando di eseguire.

Le lezioni si ripetono nel tempo e sono di facile apprendimento non ci sono limiti legati all'età o all'elasticità/flessibilità della persona.

Le posture e la serie in cui si praticano favoriscono la circolazione del sangue ed ossigenano ogni organo, ogni cellula e riportando il corpo a lavorare in uno stato ottimale. Un giusto peso, un'ottima salute ed un senso di benessere seguono automaticamente.

venerdì 22 ottobre 2010

tecnosciamani-intervista

Intervista di Alessia Mocci a Carlo Pizzati ed al suo “Tecnosciamani”


“Tecnosciamani”, edito nell’aprile del 2010 dalla casa editrice FBE Edizioni, è una sorta di viaggio ai confini dello sciamanesimo e della tecnologia. L’autore e giornalista, Carlo Pizzati, ha viaggiato fisicamente nei luoghi illustrati e conosciuti realmente le particolari persone descritte nel libro. La sensazione di trascendenza che ne deriva è sempre razionalizzata dall’essere spiritualmente ateo di Carlo.

Abbiamo incontrato l’autore per conoscere meglio il suo pensiero e per presentarlo ai nostri lettori.

A.M.: “Tecnosciamani” è un viaggio particolare attraverso la tecnologia e la spiritualità. Qual è stato il tuo punto d’avvio?

Carlo Pizzati: Tutto è iniziato con un mal di schiena che mi peggiorava la vita da più di vent’anni. Vivevo un periodo di grande crisi. Mi ero appena separato, con un adorabile figlio piccolo che avrei potuto vedere più di rado perché dovevo lasciare Roma, dove avevo abitato negli ultimi anni. Il lavoro del giornalista era in stallo, mentre i primi peli bianchi sulla barba mi ricordavano che si stava avvicinando la mezz’età. Avevo rimandato troppo a lungo la soluzione alle fitte alla schiena e decisi di cercare di guarire. In California, per una serie di coincidenze, mi ritrovai a farmi diagnosticare “spiritualmente” con un macchinario chiamato quantum biofeedback. A quanto diceva il computer collegato a polsi, caviglie e testa, il mio mal di schiena era dovuto a un nodo karmico, ovvero a un “crimine sociale” commesso da una mia precedente incarnazione. Da lì è cominciato il lungo viaggio attraverso altri continenti ed incontri: sciamani ed esorcisti in Argentina, maestri di meditazione ad Assisi, guarigioni spirituali nei rave party di musica trance sulle Cinque Terre, medici ayurvedici e guru di yoga nel sud dell’India.

A.M.: Lasciando da parte per un attimo la tua pubblicazione, tu pensi di esser più incline alla tecnologia o alla spiritualità?

Carlo Pizzati: Sono cresciuto frequentando molto la tecnologia. Diciamo piuttosto i giochi elettronici. Il mio sistema nervoso si è formato anche su giochi come Pac-Man, Frogger, Asteroids e soprattutto Space Invaders. Da ragazzo guardavo sempre molta televisione, tanto che mio zio mi soprannominò il “televidiota”. Iniziai a 17 anni, in Florida, a studiare i rudimenti dell’informatica imparando linguaggi di programmazione come Fortran, Cobol e Basic. Mi è capitato di lavorare in un paio di portali Internet, a Madrid ed a Milano. Avendo una formazione umanista, ho sempre creduto nella razionalità, e cercato di seguire la deduzione. Sono però una persona più spontaneamente incline all’intuito, e ho imparato meditazione buddista e yoga a 6 anni, praticandola a lungo prima di scoprire una tecnica induista. Mi fido dell’istinto e ho la sensazione che vi sia qualcosa di utile per la nostra vita quotidiana in ciò che ci appare più misterioso e insondabile. Un amico mi definisce “l’ateo più spirituale che conosco”. Quindi mi riesce difficile dare una risposa netta a questa domanda. Anche perché voglio camminare sulla linea di colmo, il crinale dei tetti, per riuscire a guardare da entrambe le parti e cercare di capire qualcosa.

A.M.: Nel libro si toccano molte parti del Mondo, qual è quella che secondo te detiene un fascino maggiore?

Carlo Pizzati: La risposta è facile: l’India. Recentemente hanno scoperto che la forza di gravità non esercita la sua potenza in maniera identica in tutto il globo, ci sono delle zone dove è più forte edaltre dove è più leggera. Sulla mappa disegnata dagli studiosi, si vede una grande macchia rossa spandersi dall’Islanda fino a tutta l’Europa, lambendo la costa americana di Boston e New York. Quella è la zona più “pesante”, secondo questo studio. In un’altra zona della mappa si vede invece una macchia blu dove la forza di gravità è più debole. La macchia inizia nel sud dell’India e si espande nello Sri Lanka fino a coprire una parte di Oceano Indiano. Che sia questa la spiegazione tecnosciamanica sul fatto che l’India resta da millenni quella che Giorgio Manganelli definiva “la Casa Madre dell’Assoluto”?

A.M.: Qual è la percentuale di Carlo Pizzati in “Tecnosciamani”?

Carlo Pizzati: Cento per cento. È un libro di creative non-fiction. Tutto ciò che viene narrato nel libro è accaduto oppure almeno è stato percepito, anche se non necessariamente nell’ordine temporale narrato, e con alcune libertà letterarie. La “voce narrante” sono io. Non giustifico e non giudico: narro. Anche se non tutti mi riconoscono. Ma questo accade per quell’effetto “Uno, nessuno e centomila” che è la presa in giro chiamata identità.

A.M.: Quale target di lettori pensi possa interessarsi a “Tecnosciamani”?

Catlo Pizzati: Finora i lettori sono stati di tutte le età e con diversi retroterra. Ho ricevuto commenti di lettrici che frequentano la scuola media ed il liceo, come anche di universitari. E mi sono arrivati messaggi di apprezzamento molto ben articolati da nonne quasi ottantenni. Ho visto che il libro è piaciuto ai medici tradizionali ed a quelli alternativi, ad ortopedici e fisioterapisti ed a persone che intraprendono da anni un cammino spirituale. È piaciuto a chi legge di rado, ma anche ai recensori ed ai critici letterari. Elenco solo i messaggi ricevuti, quindi non tiro a indovinare: piace agli avvocati ed agli ingegneri, ma anche alle imprenditrici, agli studenti, agli insegnanti, alle maestre, agli smanettoni di Internet, ai meditanti ed agli scettici. In questo sono rimasto sorpreso, pensavo che forse avrei potuto ricevere critiche da un lato e dall’altro del “tetto” della realtà ed invece, sulla “linea di colmo”, sul crinale, finora sono arrivati solo apprezzamenti.



fonte http://cultura.mondoraro.org/2010/10/21/intervista-di-alessia-mocci-a-carlo-pizzati-ed-al-suo-%E2%80%9Ctecnosciamani%E2%80%9D/

http://www.tecnosciamani.com/

http://www.facebook.com/?sk=messages&tid=1419900257351#!/pages/Tecnosciamani/284631160232?v=info

http://www.facebook.com/?sk=messages&tid=1419900257351#!/carlo.pizzati