Visualizzazione post con etichetta piramide. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta piramide. Mostra tutti i post

venerdì 4 febbraio 2011

Mega piramidi solari per migliorare il Pianeta

Si ispira all’astronomia, alla fisica quantistica e all’effetto fotoelettrico per dare corpo a un’originale visione architettonica: le mini centrali elettriche da 1,74 MW di potenza totale ricordano grandi diamanti neri

(Rinnovabili.it) – Si chiama Lunar Cubit ed è il progetto vincitore dellaLand Art Generator Initiative, competition degli Emirati Arabi Uniti per artisti, architetti, scienziati e ingegneri dedicato a installazioni pubbliche capaci di accoppiare al lato estetico quello funzionale in quando produttori di energia.
Il concorso si è svolto negli emirati Arabi Uniti e proprio allo scenario desertico del Paese i partecipanti hanno dedicato il loro design innovativo. Non fa eccezioneLunar Cubit, partorito dalla mente di Robert Flottemesch, Jen DeNike, Johanna Ballhaus, e Adrian P. De Luca fa dello slogan del concorso “Renewable can be beautiful” il proprio motto personale. Osservando il rendering il progetto ricorda scintillanti diamanti neri che sorgono dalla sabbia desertica intorno ad Abu Dhabi. Si tratta di nove piramidi (una centrale con un’area di 10.000 m² e otto più piccole intorno) ciascuna proporzionale alla Grande Piramide di Giza e scalata con il Cubito Reale egizio.
Gli elementi per la loro disposizione rappresentano le otto fasi della luna e i LED bianchi con cui sono equipaggiati permettono la notte di seguire visivamente il ciclo lunare. A fornire l’energia necessaria ai diodi è la loro nera pelle in silicio amorfo, una copertura fotovoltaica da 1,74 MW che le rende piccole centrali elettriche in grado di fornire energia sufficiente a 250 case circa. I progettisti hanno rivolto particolare attenzione anche ai materiali per ridurre al minimo l’impatto ambientale, prediligendo la pietra naturale, il vetro ricotto e l’acciaio per la costruzione di Lunar Cubit. Scelte che sono davvero valse un primo premio.

Fonte La reppublica

lunedì 17 gennaio 2011

Ritrovate delle piramidi in Ucraina

Sono state trovate in Crimea in Ucraina alcune piramidi e qualcheduna di esse avrebbero solo 3 lati ma la costruzione sarebbe comunque molto simile a quella egizia con dimensioni molto elevate e tecniche di costruzioni all'avanguardia all'epoca della loro realizzazione, anche se la loro altezza intorno ai 50 metri sarebbe di molto inferiore a quelle egiziane quindi si pensa che la costruzioni dei suddetti edifici sia da attribuire all'esistenza di una popolazione contemporanea a quella egizia. Queste costruzioni sarebbero in tutte 37 e allineate sulla costa dell'Anatolia.

La datazione di tali costruzioni sarebbe assestata intorno al 5000 a.c.

Una delle piramidi è oggetto di studi e di scavi nel sito anche se tutto procede molto lentamente e quindi non si hanno notizie dettagliate sulla scoperta.

Nella piramide studiata non sarebbero stati trovati all'interno oggetti particolari e non si è ancora valutato il loro allineamento con le costellazioni, elemento comune a tutte le piramidi riconosciute come tali.

Piramidi In Ucraina

Comunque sembra che l'Europa scopra sempre più piramidi al suo interno:


Interessantissima e anche la Piramide A sud del Giappone vicino alla piccola isola di Yonaguni che nasconde un mistero davvero sensazionale; una piramide sottomarina di enormi dimensioni.

Tale struttura venne scoperta da un sub nel 1985 la comunità scientifica riteneva che fosse una delle classiche costruzioni opera dell'erosione naturale; successivamente però gli scavi archeologici e le operazioni di pulitura della costruzione ihanno dato riscontri diversi .

Considerando che l'ultima glaciazione avvenne circa 10.000 anni fa, la piramide di Yonaguni risalirebbe a quel periodo anche se sono ancora in corso studi scientifici ed esami accurati su tutta la struttura, anche perchè ci troveremmo di fronte alla più antica costruzione realizzata dall'uomo nel mondo.

Nimpo


mercoledì 15 dicembre 2010

Cina, rinvenuta piramide stile Maya sul fondo del lago Fuxian




posto questo interessante articolo che parla di un ritrovamento di una piramide nel fondo di un lago in cina
"Il lago Fuxian, situato nella provincia cinese dello Yunnan, a circa 60 chilometri dalla città di Kunming, è il lago più profondo della regione (circa 157 metri).

Secondo un’antica leggenda, due fate scesero verso il mondo e passando di qui, rimasero affascinate dal bellissimo paesaggio. Si trasformarono così in statue in pietra per non abbandonarlo. Il lago prende il nome proprio da questa leggenda: Fuxian significa letteralmente “Lago dal profilo di fata”.
Secondo un altro racconto, il 24 ottobre 1991, un uomo di nome Zhang Yuxiang, mentre pescava sul lago vide, assieme ad altri testimoni, un disco luminoso uscire dal lago e svanire guizzando verso il cielo, sballottando la loro barca con onde improvvise.
Potrebbe esserci un fondo di verità nella storia delle fate e del disco luminoso? Recenti indagini confermano che, sommerso nel lago, giace ben più che un fondo di verità e potrebbe esistere un’interpretazione comune.
Geng Wei, un subacqueo specializzato, scoprì già alcuni anni fa, materiali lapidei, tra cui lastre di pietra coperte da uno strato di muschio. Geng scrisse una relazione di notifica ufficiale agli esperti della provincia per segnalare le sue scoperte.
Le autorità decisero di coinvolgere un team cinese di archeologia sottomarina.
Gli esperti hanno stimato che il campo di applicazione della zona è di circa 2,7 chilometri quadrati. Le tracce di costruzione si estendono su un’area molto vasta: blocchi simili a quelli rinvenuti nella piana di Giza sono sparsi sul fondo. L’uso di rivelatori avanzati, sonar e sofisticate apparecchiature (necessarie per via della profondità a cui si troverebbero la maggior parte delle rovine) ha evidenziato come le pietre formino delle mura.
I risultati sono stati presentati da Leonid Gav e Yevgeny Spiridonov, organizzatori del progetto. La scoperta principale riguarda una piramide alta oltre 40 metri con caratteristiche archittetoniche Maya. Si tratta di una delle più antiche piramidi inesplorate.

“La parte superiore di una delle tre piramidi esaminate si trova ad una profondità di circa 54 metri, e la più bassa a 97 m. Le immagini mostrano blocchi di pietra con figure visibili, simili ad orecchie umane. L’età molto approssimativa delle costruzioni può essere al periodo 5000–13000 a.C. E’ stato per ora studiato solo l’uno per cento della superficie del lago.”
Il team sta insistendo ora affinché l’UNESCO si concentri sul sito archeologico che non è assimilabile a nessuna tipologia architettonica cinese e dimostrerebbe una presenza comune sulla Terra in epoche storiche, non ancora ammesse dalla scienza ufficiale. Ricordiamo che non è l’unico caso: altre rovine sommerse con le stesse caratteristiche sono state ritrovate in Giappone (Yonaguni) e nell’Oceano Atlantico. Essendo situate a profondità simili sono la prova che un grande fenomeno è avvenuto sulla Terra, tale da inabissare città possenti in epoche in cui l’uomo non aveva ancora iniziato a scrivere la sua storia. Epoche in cui forse Atlantide era solo la capitale di un regno esteso su tutta la Terra. Rimane una sola domanda: qual è l’origine di questa civiltà?"

Fonte: http://notiziefresche.info

American Chronicle / Foto: newapocalypse

mercoledì 17 novembre 2010

Un altro ufo a piramide in turchia


Un altro presunto Ufo a forma piramidale dopo quello nei cieli russi e apparso e filmato nei cieli turchi e ancora al vaglio degli esperti la validità del filmato che gira in internet su you tube,purtroppo la pessima qualità del filmato non aiuta...

mercoledì 3 novembre 2010

Archeologia in Perù, scoperta una piramide Moche a Huaca Colorada

SCOPERTA UNA PIRAMIDE MOCHE IN PERU’ – Emergono nuovi dettagli riguardo lapiramide Moche scoperta recentemente a Huaca Colorada, nella valle di Jequetepeque, in Perù. Sulla piattaforma in cima alla costruzione ( vedi foto a sinistra) gli archeologi vi avevano scoperto i resti di cinque donne, forse sacrificate a fini rituali.

“Queste costruzioni piramidali hanno uno scopo soprattutto funerario”, dice il condirettore dello scavo Edward Swenson. “In genere una piramide non è un luogo dove la gente vive, o dove si prepara il cibo”.

Eppure la piatta cima della piramide, risalente a 1400 anni fa, ospitava le residenze di una ventina di persone di alto rango: si tratta di “chioschi” in mattoni di fango dove venivano conservati grandi vasi di acqua e di birra di mais, e dove sono stati rinvenute ossa di lama, cane, porcellini d’india, lische di pesce e tracce di foglie di coca e peperoncino.

“Vi sono decisamente più testimonianze di occupazione domestica di quanto ci saremmo aspettati”, confessa il condirettore della spedizione John Warner, archeologo alla University of Kentucky.

Larga circa 390 metri per 140 di altezza, la piramide è l’edificio più imponente di Huaca Colorada, un sito risalente al tardo periodo Moche, tra il 500 e l’800 d.C.

Gli scavi indicano che questa piramide può aver ospitato un’élite di maestri ramai. Gli archeologi raccontano che ai livelli inferiori del monumento si trovano pozzi per fusione dove gli strumenti e gli ornamenti in rame venivano lavorati. Sulla piramide sono stati rinvenuti anche coltelli, spatole e altri oggetti in rame.

Può sembrare strano che i ramai Moche avessero voluto vivere proprio sopra la loro bottega, considerando che i fuochi per fondere il rame avrebbero ammantato la montagnola di un fumo acre e sporco. Eppure, afferma Swenson, è possibile che i ramai costituissero una élite proprio in virtù della produzione di rame: “Sappiamo che, nella cultura Moche, la produzione metallurgica non è qualcosa che possa essere intesa come una semplice attività economica staccata dai valori religiosi e culturali. Si tratta di un’attività legata a determinati rituali”.

L’originalità di Huaca Colorada ha attratto gli archeologi fin dall’inizio, in quanto il sito non sembrava essere né un elaborato complesso religioso né un centro politico, né tantomeno la capitale rurale della comunità agricola circostante.

Anche i dipinti murali sono singolari. Vi sono rappresentate figure ben note dell’iconografia Moche come un serpente o un guerriero, ma la realizzazione è alquanto informale, tipo graffiti, invece che i murales di altri siti Moche.

La civiltà Moche, fiorita lungo l’arida costa settentrionale del Perù fra il 100 e l’800 d.C, era composta da società agricole indipendenti. Questi gruppi condividevano la fede religiosa e uno speciale talento per creare sistemi d’irrigazione, cercamiche elaborate e per la metallurgia.

Fonte: NationalGeographic.it

martedì 10 agosto 2010

Piramide di Cheope, un robot cercherà di svelare il mistero delle porte nascoste

C’è un mistero che ancora sopravvive nella piramide di Cheope: i due condotti nella Camera della Regina. Ed un robot in costruzione alla Leeds University tenterà di scoprire cosa si nasconde dietro a questi misteriosi cunicoli.

Il mistero delle “porte nascoste” nasce nel 1992, quando si iniziarono dei lavori per ridurre l’umidità all’interno della Grande Piramide e riparare ai danni causati dall’accumulo di sale all’interno. Da dove viene l’umidità della piramide, visto che l’Egitto è notoriamente un ambiente secco? Dai visitatori: ogni persona rilascia circa 20 grammi di vapore acqueo durante la visita all’interno della piramide.

Si iniziò quindi con l’installazione di un sistema di ventilazione e di controllo dell’umidità nella piramide. La prima operazione eseguita fu quella di ripulire i due condotti della Camera del Re, che portano all’esterno della piramide. Anche la Camera della Regina ha due condotti, uno sulla parete rivolta a nord e l’altro diametralmente opposto.

La scoperta dei due condotti nella Camera delle Regina è datata 1872, e si riteneva inizialmente fossero simili a quelli presenti nella Camera del Re. Ma solo nel 1992 si decise di inviare il robot Upuaut all’interno dei condotti per confermare l’ipotesi.

La prima sorpresa fu che i condotti non proseguivano in linea retta: il condotto a sud proseguiva per circa 60 metri seguendo una curva; quello settentrionale invece prosegue per 18 metri, per poi curvare di 45 gradi verso sinistra (svolta impraticabile per Upuaut, che dovette fermarsi).

La seconda scoperta, ancora più entusiasmante, era che il condotto meridionale era bloccato da una “porta” di calcare, con due maniglie in rame. La cosa era estremamente curiosa, e fece nascere una nuova spedizione esplorativa nel 2002: iRobot, un nuovo robot progettato a Boston, praticò un foro nella porta di calcare, scoprendo una seconda porta, a circa 20 centimetri dalla prima.


A sbalordire ulteriormente fu il condotto a nord che, dopo la svolta di 45 gradi, mostrava una porta simile a quella del condotto meridionale.

Ad oggi, nessuno sa per quale motivo siano stati realizzati questi condotti all’interno della piramide. Ed è per questo motivo che i tecnici della Leeds University stanno terminando un robot che, si spera, seguirà i cunicoli fino alla fine, facendosi strada oltre le porte di calcare.

Il progetto Djedi (dal nome del mistico che Cheope consultò per costruire la piramide) prevede di perforare le porte che bloccano i condotti, e vedere cosa si trova dall’altra parte.

“Ci siamo lavorando da cinque anni” spiega Robert Richardson, della Leeds University. “Non abbiamo preconcetti. Tentiamo di raccogliere prove per altre persone che trarranno conclusioni. Ci sono due condotti. quello a nord è bloccato da una porta di calcare, e niente è penetrato oltre. Con il condotto a sud, il precedente team ha misurato lo spessore della pietra, l’ha perforata e ha inserito una telecamera, trovando un’altra superficie. Vogliamo determinare quanto questa sia spessa e se possiamo perforarla. Stiamo preparando il robot, e ci aspettiamo di inviarlo prima della fine dell’anno. E’ una questione delicata, ed è estremamente importante non causare danni inutili. Continueremo fino a quando non avremo trovato la risposta che cerchiamo. Speriamo di raccogliere tutti i dati possibili per poter dare risposte”.

Per quanto mi riguarda, resterò col fiato sospeso fino a qualche nuova, eccitante novità. Che ci sia una seconda porta anche nel condotto a nord? Cosa si nasconde dietro al secondo blocco di pietra a sud? Fremo nell’attesa di risposte.

Daniele Bagnoli

fonte URL breve: http://www.direttanews.it/?p=41738