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domenica 27 marzo 2011

Gregg Braden Alle porte del cambiamento! (1 parte)

Gregg Braden torna con una nuova entusiasmante conferenza dove vi preparerà ad affrontare i grandi cambiamenti dei prossimi anni, illustrandovi le più recenti scoperte scientifiche assieme alle antiche saggezze spirituali ormai perdute nei secoli, in un viaggio attraverso il tempo che vi porterà direttamente al centro del vostro cuore.

venerdì 4 febbraio 2011

Mega piramidi solari per migliorare il Pianeta

Si ispira all’astronomia, alla fisica quantistica e all’effetto fotoelettrico per dare corpo a un’originale visione architettonica: le mini centrali elettriche da 1,74 MW di potenza totale ricordano grandi diamanti neri

(Rinnovabili.it) – Si chiama Lunar Cubit ed è il progetto vincitore dellaLand Art Generator Initiative, competition degli Emirati Arabi Uniti per artisti, architetti, scienziati e ingegneri dedicato a installazioni pubbliche capaci di accoppiare al lato estetico quello funzionale in quando produttori di energia.
Il concorso si è svolto negli emirati Arabi Uniti e proprio allo scenario desertico del Paese i partecipanti hanno dedicato il loro design innovativo. Non fa eccezioneLunar Cubit, partorito dalla mente di Robert Flottemesch, Jen DeNike, Johanna Ballhaus, e Adrian P. De Luca fa dello slogan del concorso “Renewable can be beautiful” il proprio motto personale. Osservando il rendering il progetto ricorda scintillanti diamanti neri che sorgono dalla sabbia desertica intorno ad Abu Dhabi. Si tratta di nove piramidi (una centrale con un’area di 10.000 m² e otto più piccole intorno) ciascuna proporzionale alla Grande Piramide di Giza e scalata con il Cubito Reale egizio.
Gli elementi per la loro disposizione rappresentano le otto fasi della luna e i LED bianchi con cui sono equipaggiati permettono la notte di seguire visivamente il ciclo lunare. A fornire l’energia necessaria ai diodi è la loro nera pelle in silicio amorfo, una copertura fotovoltaica da 1,74 MW che le rende piccole centrali elettriche in grado di fornire energia sufficiente a 250 case circa. I progettisti hanno rivolto particolare attenzione anche ai materiali per ridurre al minimo l’impatto ambientale, prediligendo la pietra naturale, il vetro ricotto e l’acciaio per la costruzione di Lunar Cubit. Scelte che sono davvero valse un primo premio.

Fonte La reppublica

martedì 18 gennaio 2011

Un Psicologo americano:"La presenza Aliena non sconvolgerebbe l'Umanità"


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preso dal Blog informativo del disclosoure project


Fonte: http://thesop.org


Uno psicologo americano, il Dott. Albert Harrison (foto sopra) dell’Università della California, è stato intervistato sulle possibili conseguenze che potrebbero esserci per l’umanità nel caso i vari governi mondiali decidessero di dare il via ad un totale “disclosure” sulla presenza extraterrestre. Valutando questa eventualità egli ha affermato, in tutta franchezza, che in questo momento non ci sarebbero motivi di panico per le popolazioni mondiali. Una tale scoperta, per le generazioni di oggi che sono nate nell’era high-tech, tra computer, calcolatori elettronici, stazioni spaziali, cellulari ed altre tecnologie, sarebbe quanto mai “normale”. Un centinaio di anni fa, tutte le meraviglie tecnologiche di cui disponiamo oggi esistevano solo nei film di fantascienza. Se all’epoca gli UFO fossero scesi nei giardini della Casa Bianca, tutti avrebbero pensato ad un miracolo religioso, all’arrivo di demoni, e si sarebbe scatenato il finimondo con gravi conseguenze per l’ordine mondiale. Oggi, invece, credere nella possibilità che una razza aliena ci stia visitando e stia cercando di contattarci non costituisce assolutamente un problema. Le persone sono preparate psicologicamente a questa eventualità. La gran parte di esse ha conoscenze elementari sulla fisica quantistica ed ha ormai familiarità con termini come spazio-tempo, il multi-verso, e la teoria delle stringhe che postula addirittura la possibilità che esistano 11 dimensioni parallele…
Se oggi cominciamo ad essere convinti sulla possibile realtà di viaggiare nel tempo e nello spazio, attraverso una miriade di universi, rientra quindi nella normalità pensare che esistano altre forme di intelligenza, lì da qualche parte, nello spazio. Se il governo americano (e tutti gli altri a venire) posseggono le prove che esiste vita intelligente oltre la nostra, hanno il dovere di renderle pubbliche, perché questo è il momento giusto per farlo. Fare questo passo diviene indispensabile ora, prima che accada qualcosa che ce lo faccia scoprire da soli. Se dunque i governi, sanno, che parlino: in questo modo faremo tutti pace con il fatto che non siamo soli nell’universo…